venerdì 30 novembre 2012

500 candeline per la Cappella Sistina




La Cappella Sistina compie 500 anni. E a mezzo millennio dallo svelamento degli affreschi della volta (il 31 ottobre 1512 la data dell'inaugurazione) sono diversi gli eventi che celebrano la ricorrenza.

Tra questi la Comunità Pastorale San Gaetano di Trezzo sull'Adda propone la mostra “Nos templa damus, Tu sidera pande”. Si tratta di un percorso espositivo organizzato in tre momenti: un filmato finalizzato a far conoscere il contesto storico, politico e culturale in cui nasce l'opera; un allestimento di riproduzioni di particolari della Cappella utile a introdurre i significati teologici, allegorici e simbolici; e infine l'esposizione della riproduzione della volta, della considerevole misura di 3 x 10 metri.

L'opera, realizzata dalla Diocesi di Roma, consente di apprezzare l'impianto generale del capolavoro michelangiolesco e, nello stesso tempo, di mettere a fuoco temi e particolari che formano un insieme non solo di grande suggestione, ma anche di particolare rilievo a livello culturale, grazie ai riferimenti biblici, artistici, filosofici e letterari. 

Intento della mostra è soprattutto quello di evidenziare come la fede cristiana sia capace di produrre bellezza, nella convinzione secondo cui è fondamentale imparare a cogliere il bello che ci circonda, per divenire capaci di generare bellezza nelle relazioni, nei pensieri e nelle azioni.

A 500 anni di distanza, il monumento più prezioso della cristianità è vittima della sua importanza: ogni anno cinque milioni di persone, con punte di 20mila visitatori al giorno ognuno dei quali resta col naso all’insù mediamente tra i dieci e i quindici minuti, emanano anidride carbonica e lasciano sul posto la polvere degli abiti e delle scarpe, rischiando di comprometterne per sempre la bellezza. 

La mostra è allestita presso la Colonia San Benedetto di Trezzo sull'Adda, in via Val di Porto, fino al 9 dicembre prossimo... non mancate!

mercoledì 28 novembre 2012

Educazione omogenea, questa sconosciuta

Educazione omogenea:
di che cosa stiamo parlando?

Noi del Faes crediamo molto all'educazione omogenea, tanto da averla resa una delle basi delle nostre scuole. Ma cos'è davvero, in cosa consiste? 
Vi offriamo oggi un post sintetico, corredato da un video interessante, per riassumere le peculiarità, i vantaggi e alcuni numeri sull'argomento. Vi rimandiamo alla pagina di questo blog interamente dedicata al tema dell'omogeneità per ulteriori chiarimenti e approfondimenti, ci troverete infatti articoli di testate giornalistiche, riviste e altri documenti di professionisti che spiegano perché single-sex è meglio.

L’omogeneità è una realtà a livello mondiale e un trend in crescita per la rivalutata e ritrovata efficacia insita in questo modello.

Una scuola con alunni dello stesso sesso, costituisce una scelta educativa moderna ed efficace, basata su solide basi pedagogiche ed antropologiche.

L’approfondimento dello studio in un contesto progettato per tenere conto delle caratteristiche fondamentali dell’essere uomo o donna, facilita l’apprendimento a tutto tondo e contribuisce a sviluppare la personalità dell’alunno.

Il rapporto con un insegnante dello stesso sesso favorisce un clima di maggiore comprensione e una facilitazione nell’apprendimento.

La condivisione di attività “fisiche” e intellettuali coerenti facilita l’affiatamento fra compagni di scuola, la collaborazione, la stima e l’amicizia.

In un mondo in cui i contatti tra ragazzi e ragazze sono ormai facili e frequenti in ogni ambiente, la scelta di valorizzare le differenze all’interno del processo di apprendimento, in scuole omogenee rappresenta un reale vantaggio per gli alunni che le frequentano.

Il successo di queste scuole nel mondo e i risultati ottenuti lo dimostrano.





Per rendere l’idea, ecco alcuni numeri interessanti:

Da una ricerca Easse (Asociaciòn europea de centros de educaciòn – www.easse.org)

-      Oltre 210.000 scuole nel mondo
-      Oltre 40 milioni di alunni

Scuole omogenee per nazione:

1092 in Gran Bretagna (di cui 416 statali)

1479 in Australia (di cui 139 statali)

1890 negli USA (di cui 450 dal 2002)

121 in Nuova Zelanda (di cui 98 statali)

180 in Germania  

238 in Francia

402 in Giappone


lunedì 26 novembre 2012

Intervista a Sebastian Gatto: ex alunno Argonne


Gli uomini dell’ Argonne

Interviste ad ex alunni del 

liceo scientifico Argonne

Sebastian Gatto



Diplomato in Argonne nel 2001, sposato con Elisa da quasi 4 anni .
Imprenditore attivo nel settore food retail e produzione alimentare è attuale proprietario e direttore del prestigioso ristorante Savini in Galleria Vittorio Emanuele a Milano.


Che cosa ti ha dato in particolare di positivo Argonne che ti è servito per la sua crescita personale?
Rigore, uno stile di vita, un sistema di studio, un modo migliore per relazionarmi con il prossimo, un mondo in cui credere.

In che modo Argonne ti ha aiutato ad affrontare il mondo professionale?  
Nello specifico credo molto poco … In generale ha contribuito profondamente alla mia formazione di uomo, quindi il resto è una successiva conseguenza.

Scuola omogenea maschile: un vantaggio o uno svantaggio? Perché?
Forse a distanza di anni ho capito i vantaggi della scuola maschile ma adesso ho quasi trent’anni e con il senno di poi ….Certo nella crescita il confronto con l’universo femminile è mancato parecchio ma tra i dieci e vent’anni maschietti e femminucce viaggiano a velocità diverse e una separazione nella formazione è sicuramente vincente. D’altro canto però confrontarsi sarebbe molto utile per esempio anche solo  nei momenti di ricreazione  quindi condividere lo stesso building credo che possa essere un buon compromesso .

Un mondo tutto maschile: assomiglia più a una caserma, a una squadra sportiva o a un'avventura di pirati? Perché?
Penso che l’avventura Argonne sia più simile ad una squadra sportiva. Si impara a puntare sulla forza del gruppo (almeno si tenta ) anziché concentrarsi sul proprio ego. La condivisione di tutti i momenti con i propri compagni è un momento di crescita importante basato sul confronto reciproco

Puoi condividere un breve ricordo, un episodio, della sua vita scolastica?
Ci sono tanti episodi avendo fatto dalle elementari al Liceo.
Le prime esperienze di un tutoring
Il Maestro Pierro che, sebbene non sia mai stato il mio maestro, mi faceva piangere solo a vederlo.
Il Giovedi, il turno del “campo Grande”: mi sentivo un giocatore che entrava a San Siro .
Il Maestro Carlo che, ancora giovane, si divertiva più di noi all’intervallo ma sudava come tutta la classe messa insieme.
I primi spettacoli musicali con il Maestro Del Carmine, quando sul palco del teatro non mi usciva fiato dall’emozione e il fratello più grande di Paolo Camiciotti ha iniziato a suonare al posto mio e io impassibile ho fatto finta di essere io il solista. A proposito: grazie!
Qualche problema di salute nelle medie dove ho perso mesi di scuola e tutta la scuola – professori e compagni - mi hanno aiutato al reinserimento.
Quando all’esame di quinta elementare all’orale la maestra di commissione mi ha chiesto che cos’era per me la Mafia ?????? E io, con cadenza siciliana, risposi: “Nulla SAccio !!!”. Passato a pieni voti .
Le superiori…. eravamo proprio scemi e di scherzi ai professori a bizzeffe; ma allora non c’era you tube!
E poi Don Michele, il periodo in Irlanda, il prof. Torresani un uomo di grande sapienza ma su di me un grande effetto soporifero…
L’anno della maturità, ciao Matteo.
Avrei un libro da scrivere davvero e mentre scrivo gli episodi mi vengono in mente come se fosse ieri. VOGLIO TORNARE A SCUOLA!

Perché scegliere oggi Argonne?
L’Argonne è un percorso obbligato di crescita umana . Non ci sono corsi di istituti tecnici o di laurea che tengano se prima non sei diventato uomo. Potranno mancare ingegneri idraulici o muratori, cuochi e pasticceri, giornalisti e interpreti; ma oggi l’unica vera cosa che manca è l’Uomo, nella sua essenza migliore.

domenica 25 novembre 2012

Il Faes in televisione

Vi ricordate l'incontro con il prof. Giorgino sulla crisi che il Faes ha organizzato insieme a Focus Junior nello scorso ottobre?
Ne ha parlato La Stampa con un bell'articolo di Sara Ricotta Voza, ne ha parlato in web con una intervista a mamma Laura Costa, ne abbiamo realizzato noi un breve video  che abbiamo pubblicato sul canale FaesMilano di YouTube e adesso siamo anche andati in televisione.




L'interesse che ha spinto TgCom24 a realizzare un servizio, grazie alla brava Antonia Ronchei, con interviste alla prof. De Marchi e a mamma Sabrina Rallo Maniscalco, è per lo sforzo di educazione economica che il Faes ha rivolto ad un pubblico di giovanissimi.




Il tema dell'educazione al mondo della finanza e dell'economia, visto soprattutto come mezzo per comprendere il valore del denaro, della sobrietà e della generosità oltre che per insegnare linguaggio e meccanismi di questi settori, verrà proposte a breve nell'universo Faes così come è in fase di elaborazione un progetto che riguarda l'insegnamento dell'etica del lavoro nelle nostre scuole.
Ci prenotiamo per un nuovo servizio su TgCom24!


venerdì 23 novembre 2012

Mamme a Milano






Le città, si sa, non sono più a misura di bambino. E così ogni famiglia, le mamme soprattutto, abbandonato il tentativo di piegare le metropoli alle necessità della famiglia, cercano di adattare la propria vita così da sfruttare le pieghe dell'acciaio cittadino per far emergere da queste fessure la luce, l'aria fresca, la dolcezza di una vita più a misura di bambino.

Sono di grande aiuto in questo le Mamme del Parco, a Milano: attraverso la loro pagina Facebook e soprattutto il loro sito web sono una fonte continua e limpida di idee, spunti, stimolazioni, networking per sollecitare e suggerire sempre le strade più efficaci per sostenere le famiglie nel compito educativo.
Un ben esempio di creatività concreta e fattiva.
Abbiamo chiesto a Valentina Bianchetti, che del sito è l'ispiratrice oltre che la coordinatrice, di rispondere alle nostre domande.



Qual è l'obiettivo della vostra bella pagina, che è un po' blog, un po'... di più: un portale per le mamme....? Il sito nasce dalla voglia di fornire un servizio di informazioni per le mamme e le famiglie di Milano che all’epoca della sua nascita (2008), ancora non era fornito da nessuno. Partendo dal quartiere di appartenenza, si è ora arrivati a coprire quasi l’intera città, cercando di dare informazioni puntuali e di pubblico interesse.

Quali sono le difficoltà di una mamma a Milano in una zona centrale che ha le sue complicazioni? Milano a mio avviso offre tutto, anche se a volte con qualche difficoltà di movimento. L’unica vera difficoltà che vedo di difficile gestione è la conciliazione per le mamme che non hanno flessibilità lavorativa. Rispetto a molte altre realtà i bambini hanno tutto il loro tempo occupato ed una agenda già fittissima. Quello che cerca di dare il sito è proprio la possibilità di orientarsi in questa moltitudine.

La rete può essere davvero un sostegno per mamme e famiglie? In che modo secondo lei? Assolutamente si, il mio progetto nasce proprio da questa credenza. In rete si possono con facilità e comodità reperire notizie ed informazioni e soprattutto si possono avere riscontri diretti ed opinioni degli altri utenti finali del prodotto, quindi sicuramente veritiere se pur soggettive. Sulle nostre pagine chiunque lo desidera può trovare spazio e mandarci informazioni o pareri o indicazioni. Più la rete è costituita da molteplici voci, più è precisa e completa.

Dal vostro osservatorio quali sono le preoccupazioni delle famiglie oggi? Sicuramente garantire ai figli le migliori opportunità di crescita anche a fronte di difficoltà economiche.

Quali sono nella vostra esperienza i principali errori delle famiglie oggi nel campo dell'educazione? Spesso si demanda l’educazione dei figli a persone disinteressate ed altrettanto spesso si è diventati troppo permissivi e si ritengono i figli intoccabili (inteso come non sgridabili o punibili qualunque cosa facciano, una sorta di iper-protezione-giustificazione)

Che cosa cercano le famiglie? Che cosa si aspettano come aiuto dalla società, dalla rete, dalla scuola... insomma da "agenzie" esterne? Le famiglie cercano sicurezza, qualità del servizio offerto, facilità di fruizione, economicità, adattamento.

Che cosa apprezzano di più i vostri lettori? Segnalazioni? Corsi di formazione per genitori? Attività ludiche? Sostegno scolastico?  Le nostre lettrici consultano maggiormente le pagine di annunci e l’agenda degli appuntamenti. Molto seguite anche le tematiche di impatto sociale.

Può segnalarci qualche blog che sente particolarmente vicino o utile su tematiche che riguardano la famiglia? Trovo molto utili i blog di associazioni tipo “genitori crescono” , “genitori che” etc. in sostanza chi tratta argomentazioni a largo raggio e non solo i singoli diari di personali esperienze.

mercoledì 21 novembre 2012

Davide Novarina: suonerà la fisarmonica al concerto benefico, si racconta


Settimana scorsa, invitandovi al concerto benefico "Classica & Jazz" in favore delle borse di studio FAES, vi abbiamo presentato una delle soliste che suonerà all'evento, Giulia Molteni.
Oggi vogliamo presentarvi Davide Novarina, ex allunno Faes, che suona la fisarmonica da quando ha sette anni. Strumento particolare e non troppo conosciuto, quindi vogliamo proporvi la sua storia.
A Davide la parola, e se volete sentire la sua musica lo trovate giovedì 22 novembre, ore 21 in via Copernico 9 teatro Ridotto Sales!




Qualche riga per raccontarci chi sei
Attualmente sono soprattutto uno studente di ingegneria civile al Politecnico di Milano che incomincia ad immaginare il traguardo sapendolo poco oltre l’orizzonte. Poi sono un giovane che silenziosamente cerca di destreggiarsi tra le domande della vita. Poi sono un ex-alunno FAES diplomato nel 2007 con tredici anni di Argonne sulle spalle, appassionato di montagna e, ovviamente, di musica.

In che modo ti sei avvicinato alla musica, quando hai deciso di iniziare a suonare uno strumento?
Fin da piccolino ho respirato musica, in massima parte classica, con la radio della cucina accesa a tutte le ore del giorno e della notte. Ho iniziato ad assistere ai primi concerti (rigorosamente di musica classica), dove non osavo neanche respirare per non disturbare e fare rumore. Insomma, la musica era nell’aria.

Qual è stato il primo strumento che hai suonato?
Dopo il citofono e i coperchi della mamma, sono passato direttamente alla fisarmonica.

In che modo e a che età hai suonato le prime note con la fisarmonica? Come hai fatto a capire che era lo strumento adatto a te?
All’età di sette anni ho avuto l’occasione di ascoltare il suono della fisarmonica durante un concerto e sono rimasto subito affascinato. Però convincere i miei genitori non è stato subito facile, ma alla fine li ho presi per sfinimento e ho avuto la meglio. La sorte ha voluto che trovassimo uno strumento in prestito (chi di voi ricorda il prof. Sonetti?) e l’insegnante (l’intramontabile m° Del Carmine); così ho iniziato.

E’ stata importante per la tua formazione musicale la tua famiglia?
Sì, come ho già accennato sono stato allattatto e svezzato a suon di musica... Una buona parte della mia passione per la musica la devo sicuramente ai miei genitori, che mi hanno sempre sostenuto e stimolato. Poi non bisogna trascurare quello che ho ereditato da una nonna pianista e da un nonno organista nonché direttore di banda. E da mio fratello che mi ha preceduto sui tasti del pianoforte.

Quante ore al giorno dedichi alla musica e allo studio della fisarmonica?
Mi dedico alla fisarmonica nei ritagli del tempo libero... In base ai momenti e agli impegni di studio universitario, mi accontento di poco (nei periodi più pieni è difficile riuscire a suonare tutti i giorni!) oppure mi concedo qualcosa in più (ma è raro che riesca a superare un’ora al giorno...). Quando però c’è un concerto in vista, bisogna sforzarsi di dare ancora di più. Ma poi arrivano le soddisfazioni.

Ci sono dei musicisti italiani o stranieri che apprezzi in particolare?
Devo confessare che non sono molto aggiornato. Apprezzo e ascolto prevalentemente il repertorio classico, ma non mi dispiace concedermi qualche puntata nell’ambito del jazz.

Come è nata la tua collaborazione per questo concerto benefico?
Non è la prima volta che ho la possibilità di collaborare con l’associazione FAES in iniziative di questo genere. Nel 2006 ho partecipato al concerto in favore del Fondo Borse di Studio e della borsa di studio Matteo Migliarese. Nel 2009 ho tenuto il primo dei “Due concerti per Davide”, sostenendo la borsa di studio Davide Maria Ferraro. Oggi sono contento di poter intervenire ancora una volta con Classica & Jazz e mi auguro che questa collaborazione possa continuare anche in futuro




martedì 20 novembre 2012

Lezione Interattiva sulle Manovre di Disostruzione Pediatriche e Linee Guida per Sonno Sicuro

Siete tutti invitati, domenica 25 Novembre dalle 17 alle 19, alla 
LEZIONE INTERATTIVA sulle 
MANOVRE di DISOSTRUZIONE PEDIATRICHE
 e LINEE GUIDA PER SONNO SICURO

In collaborazione con Croce Rossa Italiana, Oeffe offre a tutti i genitori, educatrici di asili, nonni, persone che lavorano a contatto con i bambini e chiunque abbia interesse, un pomeriggio interattivo su un argomento delicato e molto importante.

Ogni anno 50 bambini muoiono per soffocamento da corpo estraneo, e molto spesso le persone che li soccorrono non sono in grado di praticare le manovre di disostruzione.
Conoscere queste manovre è molto importante per salvare la vita di bambini, e riteniamo che sia un'occasione molto utile e interessante per imparare molto da persone competenti.
"Chi salva un bambino...
salva il mondo intero!"

Partecipate numerosi, ingresso gratuito con iscrizione obbligatoria
Per iscrizioni e informazioni 
tel. 02.48 02 49 42
email corsioeffe@gmail.com 






lunedì 19 novembre 2012

Sorridete tutti sempre



Qui trovate i link all'audio (ascoltabile online e scaricabile) della conferenza della dr.ssa Ceriotti Migliarese, apprezzatissima e affollatissima, e a tutti i video utilizzati durante l'open day.




"Sorridete tutti sempre".
Questo commento di un genitore che per la prima volta si affacciava al mondo Faes sintetizza con grande efficacia il clima che si respirava sabato all'Open Day delle scuole di Milano. Va però al di là dei confini della città ambrosiana per  descrivere ciò che i genitori di Bologna e Verona hanno trovato negli Open Day dei centri scolastici del sistema Faes Cerreta, nella citta felsinea, e Braida/Gavia in quella di Giulietta e Romeo.


Ed è più che una semplice descrizione: è forse il più bel complimento che si potesse fare ai numerosi genitori che, a titolo volontario, sono intervenuti per dare una mano, per accogliere, per rendere concreto quel clima e quell'approccio che è impossibile descrivere a parole, che in questo caso sono proprio scivolose e povere. Il centro scolastico Monforte straboccava di adulti, ragazzi e bambini, in una festa che voleva trasmettere l'orgoglio -quello sano, aperto e umile, non quello acido che sconfina con la presunzione- di fare parte di una famiglia che ama condividere i propri valori, nei quali crede, con il mondo, in modo onesto e trasparente, senza nessun timore di mostrarsi quale è.

Volendo raffigurare la giornata di sabato con i numeri, c'è da essere felici: oltre 170 le famiglie che non conoscevano la scuola quelle che si sono registrate ai banchi dell'accoglienza dove una compagnia di mamme li aspettava per fornire le prime informazioni e indirizzare secondo le richieste.

La scuola era tappezzata di cartelloni e video che cercavano di trasmettere il senso del approccio educativo del Faes, mostrare i principi e fondamenti della didattica e dei valori sui quali il progetto è costruito, e condividere i pensieri delle ragazze e dei ragazzi ex-alunni.



Oltre alle presentazione delle prime classi di tutti gli ordini di scuola proposti dai centri scolastici Faes di Milano, la mattinata ha visto una presenza folta alle due conferenze che illustravano con maggiore dettaglio i cardini del sistema educativo: sul tema dell'omogeneità, in una sala gremita da circa 200 persone, ha parlato la neuropsichiatra infantile Mariolina Ceriotti Migliarese, mentre su quello della didattica partecipativa ha intrattenuto i presenti la prof. Silvia Mardegan.

Nella mattinata milanese si sono susseguiti giochi per bambini e ragazzi di ogni età, cos' come il torneo di scacchi rivolto agli alunni delle classi elementari di tutta la città.

Approfittiamo dello spazio su questo blog per ringraziare tutte le persone che hanno contribuito a questa riuscita grazie alla loro passione, alla loro dedizione e allo spirito di appartenenza e di squadra. Il secondo commento, simile a quello con il quale abbiamo aperto questo post, sempre regalatoci da un altro genitore esterno, testimonia questo spirito: "ma qui vi conoscete tutti?". Sì, ci conosciamo tutti, perché abbiamo avuto la fortuna di apprendere la gioia di stare insieme.





Ecco l'audio della conferenza della dr.ssa Migliarese

domenica 18 novembre 2012

Diet conference - investigazioni culturali a basso contenuto di noia

Un post imprevisto, in un giorno in cui di solito non postiamo, ma ne valeva la pena. Vi segnaliamo un evento da non perdere:




Mercoledì 21, presso al sede della scuola Argonne, via Melchiorre Gioia 42, ci sarà il primo incontro delle "Diet Conferences - investigazioni culturali a basso contenuto di noia".

Eventi che si tengono ogni anno presso le scuole e siamo già arrivati al quarto anno di vita e ogni anno il successo che raggiunge è sempre maggiore dell'anno prima. 

L'idea è quella di regalare momenti di cultura, nel senso più bello, vivo e fresco del termine, senza pesantezze accademiche o seriosità. 

L'ospite di mercoledì sera sarà il poeta Davide Rondoni che, all'interno del ciclo "Dalla passione alla professione", parlerà di "Poesia, Passione, Speranza. Essere poeti nel XXI secolo". 

I prossimi relatori li trovate nel volantino presente in questo post.

Sarà un incontro per tutti, non solo letterati o lettori di poesia, che tratterà di relazioni, 
desideri, bellezza e vita quotidiana a partire dall'esperienza del relatore.

Partecipate numerosi!



venerdì 16 novembre 2012

La signorina Daniela, terza parte






Siamo giunti alla terza puntata dell'intervista con la sig.na Daniela (qui trovate la prima puntata e qui la seconda)
Segnaliamo ancora il suo sito Genitori sul serio,  e la sua presenza in Facebook, e vi ricordiamo che l'intervista è stata estrapolata dal blog FamiglieFelici.



Nel ringraziarla di nuovo per la sua disponibilità le auguriamo un grande successo, perché è il successo delle famiglie.



Come dovrebbero cambiare le famiglie oggi?
Tutti i cambiamenti avvengono lentamente e se abbiamo impiegato 50 anni a rendere l’educazione troppo permissiva, con troppe e inadeguate concessioni, acquisti e regali smodati e inadatti all’età dei figli (cito ad esempio telefonini, pc, ipod, TV nelle stanze dei bambini, abiti e zainetti griffati) senza darne il giusto valore, vedremo passare almeno un paio di decenni per notare dei cambiamenti significativi. E se vogliamo provare a guardare i bicchieri mezzi pieni, il periodo di crisi economica contribuirà notevolmente a mio parere ad equilibrare i valori familiari. Gli oggetti acquisiranno un valore e si insegnerà ai bambini ad averne più cura. Ci potranno essere meno giocattoli, che saranno attesi per un compleanno o un’occasione speciale invece di avere tutto e subito a richiesta.


E' vero che oggi c'è una fuga dalle responsabilità, specie dei padri?
I giovani genitori sono già a loro volta figli divenuti adulti più tardi rispetto ai loro genitori. Fanno già parte delle generazioni cresciute in famiglie che hanno educato con metodi spesso molto permissivi e deresponsabilizzanti ed è proprio guardando queste generazioni che si individuano i metodi educativi da correggere. E’ vero, esiste una tendenza alla fuga dalle responsabilità e confermo che ciò succeda soprattutto (ma non esclusivamente) ai padri per una “perversione” femminile: non tolleriamo comportamenti nei nostri compagni che invece, non solo accettiamo ma incrementiamo nei nostri figli maschi. Una mamma mi ha scritto: “tollero fino allo sfinimento qualsiasi capriccio di mio figlio ma non sopporto quelli di mio marito!” le ho risposto: “rifletti, tuo marito ha avuto una madre che ha sopportato i suoi capricci…fino allo sfinimento”. La fuga dalle responsabilità è causata dalla fragilità.


Tre consigli per rendere le famiglie più... felici
1) Indipendentemente dalla composizione del nucleo familiare e dall’età e dal sesso dei suoi componenti, tutti devono  collaborare alle attività quotidiane. Anche da piccolissimi i bambini possono iniziare ad aiutare. Preparare la cena può essere un bel momento se mentre un genitore cucina, un figlio di 7 anni apparecchia il tavolo e il fratello di 10 ripone i giocattoli usati fino a poco prima, mentre si parla delle cose successe durante la giornata. E stare insieme almeno per un pasto al giorno, generalmente quello serale.

2) Tutti condividono la casa ma ognuno rispetta gli spazi e gli oggetti dell’altro. Nella stanza matrimoniale dormono i genitori (nel lettone non si dorme con mamma e papà neanche in caso di genitori separati; ognuno dorme nel suo letto e nella sua stanza) e i bambini nelle loro camerette.

3) Trovare momenti per fare attività tutti insieme, nei quali sia bandita la TV, possibilmente fuori casa, all’aria aperta o in luoghi dove si possano fare cose simpatiche e interessanti. Condividere quindi momenti belli, altrimenti la quotidianità familiare diventa solo doveri, lavoro, compiti. Sono consapevole che nelle famiglie nelle quali lavorano entrambi i genitori (pur essendo auspicabile!) nei weekend si deve trovare il tempo per fare tanti lavori casalinghi che nell’arco della settimana non si riescono a fare, ma per qualche anno è consigliabile tralasciare la perfezione e prediligere


mercoledì 14 novembre 2012

Concerto benefico: Giulia Molteni si racconta in musica


Giovedì 22 Novembre, alle ore 21.00 in via Copernico 9, si terrà presso il teatro Ridotto Sales, un concerto benefico a favore del fondo borse di studio FAES. 
Un concerto Jazz, "Classica & Jazz" il nome di tale evento, durante il quale suoneranno alcuni jazzisti che, noi di FaesBook abbiamo intervistato. 

La prima solista che vi presentiamo è una donna, unica donna protagonista della serata e quindi per galanteria le lasciamo il primo post. 

Si tratta di Giulia Molteni, classe 1987, che si esibirà al pianoforte; ha studiato al Conservatorio e ora frequenta i Civici Corsi di Jazz a Milano.
A lei la parola, e vi consigliamo di ascoltare anche la sua musica il 22 novembre sera.




In che modo ti sei avvicinata alla musica, quando hai deciso di iniziare a suonare uno strumento?

Mi sono avvicinata alla musica fin da piccola. Mia sorella, di quattro anni più grande, prendeva lezioni private di pianoforte da una vicina di casa e i miei genitori, pur non essendo musicisti, sono sempre stati molto appassionati di musica e pertanto sono cresciuta in mezzo a numerosi stimoli.
Avendo già il pianoforte in casa, mi veniva spontaneo sedermi, suonare e cantare semplici melodie che inventavo estemporaneamente. Notando questo interesse, i miei genitori all’età di sei anni mi hanno iscritta alla Civica Scuola di Musica di Lecco, la mia città, dove ho iniziato a frequentare un corso musicale propedeutico (teoria musicale ed esercitazioni corali per bambini ) e a prendere lezioni di piano negli anni successivi. Da allora in poi la mia passione per la musica, e per il mio strumento in particolare, è cresciuta gradualmente, facendosi più concreta e consapevole in questi ultimi anni.


Quante ore al giorno dedichi alla musica e allo studio?

Attualmente, dopo aver conseguito la Laurea triennale in Filosofia e il Diploma accademico di secondo livello in Pianoforte, svolgo diverse attività lavorative nell’ambito musicale: insegno pianoforte, mi esibisco come pianista solista e accompagnatrice e lavoro come pianista in progetti di musicoterapia orchestrale per  bambini e ragazzi con disabilità psichiche e mentali presso il centro di formazione e terapia Esagramma di Milano. Dedico alla musica la mia intera giornata.
Tra le attività lavorative, le ore di studio restano fondamentali per continuare a crescere e poter trasmettere questo bagaglio personale ai miei allievi.

Ci sono dei musicisti italiani o stranieri che apprezzi in particolare?

Essendo appassionata di molti generi, ci sono diverse figure all’interno dell’universo musicale alle quali mi sento particolarmente legata. Restringendo il campo all’ambito jazzistico, amo Bill Evans e Chick Corea. Per quando riguarda il panorama italiano, apprezzo dei grandi maestri che ho la fortuna di conoscere professionalmente e umanamente. Tra questi ricordo Enrico Intra, Franco Cerri, Franco D’Andrea e Giampiero Boneschi.

Come è nata la tua collaborazione per questo concerto benefico?

Attualmente frequento i Civici Corsi di Jazz presso la Civica Scuola di Musica di Milano, i cui responsabili sono Enrico Intra, Franco Cerri e Maurizio Franco. Questa collaborazione mi è stata proposta all’interno di questo ambito musicale.





lunedì 12 novembre 2012

Bambini e regole: e i genitori?







Il post di oggi è dedicato a una lettera che ci è arrivata da una maestra di asilo di una scuola del centro Italia. Ci ha colpito molto e vogliamo girarvi la sua riflessione per capire cosa ne pensate.


"A proposito di regole per i bambini, vi voglio raccontare quanto successo nella mia classe. 
A Settembre ho fatto un bel cartellone insieme ai bambini che serve a dar loro piccole regole da rispettare durante le ore in cui sono in asilo: su questo cartellone ci sono, per ciascuna regola da rispettare, dei disegni che i bambini stessi hanno colorato, in modo che l'immagine rendesse più riconoscibile per loro il concetto collegato. Sotto ogni figura una piccola didascalia illustra la norma, a beneficio dei "lettori". Mi è sembrata una cosa normalissima, nulla di straordinario.

Sono 9 le semplici regole che ho dato ai bambini, cose non fare e cosa fare. Ad esempio: non si urla, non si litiga, non ci si fa male, non si strappano i giochi di mano ai compagni.
Si riordina, si buttano le cartacce nel cestino, si gioca insieme, si rimettono via i giochi, ci si aiuta e così via.
Ovviamente quando li richiamo, ricordo loro quanto c'è disegnato. 

I bambini mi hanno raccontato che hanno riportato a casa tali regoline, invitando fratelli più piccoli o, sono bambini!, i loro affezionati peluche a rispettare quelle stesse regole che ho dato, tramite l'utilizzo del gioco simbolico proprio dell'età in cui si trovano.

Alla riunione di classe, i genitori mi hanno chiesto di vedere quel cartellone, perchè appunto in casa i figli ne parlano tanto. Lo hanno subito apprezzato tutti, molti di loro lo hanno anche fotografato, per avercelo anche a casa. 

Questo piccolo aneddoto mi ha fatto molto riflettere: non mi sembra di aver fatto nulla di eccezionale né di aver fatto chissà che grande scoperta pedagogica, eppure ha avuto un successone.

Ma non è tanto il successo che mi ha colpito, quello che ho pensato deriva da questo interesse per il concetto di dare regole e mi è sorto un piccolissimo dubbio: non è che magari quei genitori fanno fatica a dare regole ai loro figli, al punto che qualcuno debba suggerirgliele? 
Eppure mi sembrano regole normali da insegnare ad un bambino, regole che ogni genitore dovrebbe già sapere e già insegnare ai propri figli. Conosco i miei genitori e questo dubbio è più una provocazione che altro, ma se guardo più in là nella società la mia perplessità rimane: siamo capaci oggi di dare regole ai nostri figli fin dalla prima infanzia?"

E voi cosa ne pensate? Non esistono più le regole? Sono cambiate? Sono i genitori che sono più fragili e non hanno voglia di istituire delle regole? 

venerdì 9 novembre 2012

La signorina Daniela, seconda parte


Riprendiamo la chiacchierata con la sigorina Daniela, iniziata venerdì 2 novembre, e che vi ricordiamo essere già pubblicata sul blog famigliefelici
Dopo aver chiarito perché ci sia bisogno oggi di consulenti educativi oggi la sig.na Daniela ci parla delle famiglie che incontra. Concluderemo l'intervista venerdì prossimo. 


Quali sono i limiti delle famiglie oggi?

I grandi limiti a mio parere si possono così riassumere:
- Insufficiente comunicazione fra genitori e figli: 
troppe cose da fare e tutte di corsa per ascoltare davvero i figli quando parlano (già comunichiamo poco causa TV e attività su computer di vario genere) e non parlargli, spiegargli, raccontargli. E’ aberrante vedere giovani genitori con bimbo in passeggino che indossano gli auricolari dell’Ipod!

- Insufficienti regole di base del vivere comune, in casa e fuori, poche ma fondamentali:  
qualche esempio? “grazie”, “prego”, “per piacere”, “ciao”, evitare di urlare a squarciagola in luoghi dove ci sono altre persone (escludendo dal divieto ovviamente i luoghi deputati ai giochi liberi dei bambini), non spintonare… Banali e antiquati? Assolutamente no! Spesso i genitori interpretano queste regole del vivere comune come inutili imposizioni e che i loro figli impareranno quando saranno più grandi.  Il momento giusto non arriverà mai.

Insufficiente educazione all’autonomia
genitori sempre di corsa che…vestono bambini di 4,5,6 anni o anche di più, altri li imboccano, chi gli porta lo zainetto di scuola assieme ad altre quattro borse della spesa e il bimbo a mani vuote, qualcuno spinge passeggini con bambini di altezze inquietanti oppure danno il biberon con la colazione a bimbi che fanno l’ultimo anno di scuola d’infanzia o iniziano a frequentarla a tre anni ancora con il pannolone. Insegnare gesti autonomi al bambino richiede pazienza, anche tempo, perché si dovrà attendere il suo tempo di esecuzione ma si deve fare! Il percorso che porta all’autonomia di un individuo parte dai piccoli gesti autonomi quotidiani.



Quali sono invece le loro preoccupazioni? E le loro paure?
Beh, il genitore ne ha tantissime, molte delle quali sono talmente ovvie e naturali che non le citerò neanche. I genitori della nostra contemporaneità vivono le paure agendo alle volte in modo poco coerente. Per esempio, non si insegna ad un bambino a fare brevi percorsi in strada da solo, magari per recarsi a scuola, per paura degli attraversamenti o di eventuali incontri di malintenzionati e perciò si portano con l’automobile davanti all’ingresso della scuola fino al momento delle scuole medie e poi improvvisamente a 14 anni gli si regala lo scooter. Certo, sono preoccupati ma…lo scooter lo voleva il figlio, mentre non insisteva di certo per andare a scuola da solo. Si evidenzia quindi la tendenza a superare la paura quando devono assecondare il desiderio (o capriccio) del figlio ma non si impongono altrettanta autodisciplina quando sono loro a decidere un’azione, anche se utile allo sviluppo del  bambino, se gli provoca preoccupazione.


Può raccontarci qualche aneddoto della sua professione?
Uno degli ultimi che mi viene immediatamente in mente è riferito ad una famiglia con una bambina di due anni che ha ricevuto puntualmente gli insegnamenti dei genitori del “grazie, prego, per piacere…” praticamente fin dalla culla, rafforzati dall’asilo nido. Una sera all’ora di cena la mamma chiede al papà che le versi un po’ d’acqua e nel frattempo si assenta un attimo per andare in cucina. Quando ritorna a tavola prende il bicchiere per bere l’acqua  che il marito le aveva versato e la bimba, con voce imperiosa le dice “no! Grazie…” Mamma e papà non comprendono subito ma la bimba insiste con il “no! Grazie…” ogni volta che la mamma porta il bicchiere alla bocca. Improvvisamente intuiscono, si guardano, la mamma dice al papà “grazie” e poi beve l’acqua…con il permesso soddisfatto della figlia! In questo caso possiamo decisamente dire che l’insegnamento ha funzionato!